GRIFFON✿
Terminologia e normativa UE

Rifiuti organici, rifiuti alimentari, residui alimentari — cosa dicono davvero le norme

Normativa, capitolati e pratica di cucina usano parole diverse per lo stesso materiale. Poiché gli obblighi giuridici si legano alle definizioni, conviene essere precisi su tre termini: rifiuti organici, rifiuti alimentari e residui alimentari.

Tre termini, lo stesso materiale

Rifiuti organici è il termine del diritto UE dei rifiuti. L'articolo 3, punto 4, della direttiva quadro sui rifiuti (2008/98/CE, testo consolidato) li definisce come:

«i rifiuti biodegradabili di giardini e parchi, i rifiuti alimentari e di cucina prodotti da nuclei domestici, uffici, ristoranti, commercio all'ingrosso, mense, servizi di ristorazione e punti vendita al dettaglio e i rifiuti simili prodotti dagli impianti dell'industria alimentare»

Fonte: direttiva 2008/98/CE, art. 3, punto 4, testo consolidato

Rifiuti alimentari è più ristretto: secondo l'articolo 3, punto 4 bis, sono tutti gli alimenti, come definiti all'articolo 2 del regolamento (CE) n. 178/2002, divenuti rifiuti. Il materiale di giardini e parchi è rifiuto organico, ma non rifiuto alimentare.

Residui alimentari è il termine ingegneristico usato da Griffon. Descrive la frazione organica generata in una cucina professionale nel punto di origine — rifilature, bucce, ritorni dal piatto, preparazioni scadute — prima che entri in un flusso di rifiuti. Ciò che la direttiva chiama rifiuti organici, nel punto di origine di una cucina professionale sono residui alimentari. È esattamente lì che Griffon li tratta.

Nella lingua di tutti i giorni la stessa categoria è chiamata anche avanzi di cibo o frazione organica.

Cosa richiede il diritto UE

L'articolo 22 della direttiva quadro ha imposto agli Stati membri di garantire, entro il 31 dicembre 2023, che i rifiuti organici siano differenziati e riciclati alla fonte oppure raccolti separatamente. La direttiva stessa riconosce quindi due vie di conformità — e il trattamento nel punto di origine è una di esse.

Le attuazioni nazionali seguono la stessa logica: il produttore conferisce i rifiuti organici separatamente a un gestore autorizzato oppure li ricicla nel punto di origine. La digestione aerobica dei residui alimentari in loco opera in questa seconda via; gli obblighi concreti dipendono sempre dall'attuazione nazionale e locale.

Gli obiettivi di riduzione al 2030

La revisione 2025 della direttiva quadro ha introdotto i primi obiettivi vincolanti dell'UE di riduzione dei rifiuti alimentari, da raggiungere entro il 31 dicembre 2030 rispetto alla media 2021–2023: 10% nella trasformazione e produzione e 30% pro capite in commercio al dettaglio, ristoranti, servizi di ristorazione e famiglie. L'obbligo grava sugli Stati membri — per questo le regole nazionali per cucine, hotel e istituzioni si irrigidiscono in tutta l'UE. Analisi: Obiettivi UE — cosa cambia per le cucine professionali.

Perché Griffon dice «residui alimentari»

Un materiale diventa rifiuto nel momento in cui viene gettato in un flusso di rifiuti. Le macchine Griffon si installano dove il materiale nasce e lo lavorano in continuo — l'input di lavoro della macchina sono i residui alimentari della cucina, non il contenuto di un bidone. La terminologia è precisione ingegneristica deliberata, non marketing: descrive dove, nel flusso del materiale, avviene il trattamento. Nei documenti normativi, nelle gare e nei permessi lo stesso materiale si chiama correttamente rifiuti organici o rifiuti alimentari, come definito sopra.

Domande frequenti

I rifiuti di cucina di un ristorante sono rifiuti organici?

Sì. L'articolo 3, punto 4, della direttiva 2008/98/CE include espressamente i rifiuti alimentari e di cucina di ristoranti, mense e servizi di ristorazione nella definizione di rifiuti organici.

I rifiuti organici possono essere trattati in loco invece che raccolti?

Il diritto UE lo riconosce: l'articolo 22 richiede differenziazione e riciclaggio alla fonte oppure raccolta separata. Gli obblighi concreti dipendono dall'attuazione nazionale — vedi la normativa UE.

Quali sono gli obiettivi UE 2030 per i rifiuti alimentari?

Entro il 31 dicembre 2030: −10% nella trasformazione e produzione e −30% pro capite in commercio al dettaglio, ristorazione e famiglie, rispetto alla base 2021–2023 (revisione 2025 della direttiva 2008/98/CE).

Che differenza c'è tra rifiuti organici e rifiuti alimentari?

Rifiuti organici è la categoria più ampia — comprende anche i rifiuti biodegradabili di giardini e parchi. I rifiuti alimentari sono alimenti, ai sensi del regolamento (CE) n. 178/2002, divenuti rifiuti. I residui alimentari di una cucina professionale, una volta gettati, rientrano in entrambe le categorie.

Fonti primarie: Direttiva 2008/98/CE (consolidata) · Legge croata sulla gestione dei rifiuti (NN 84/21)